Bollettino laboratorioEURISKO

Un'arte differente
di Silvia Bordini
in Art Dossier N°156


 
        Neologismi come videoarte, computer arte, arte cibernetica, realtà virtuale, arte multimediale, digitale, interattiva - oggi preferibilmente accomunati nella definizione più ampia e duttile di arte elettronica - si sono diffusi da alcuni decenni nel linguaggio degli artisti, della critica e del pubblico, in riferimento alla varietà di fenomeni ed esperienze che caratterizzano il coinvolgimento creativo tra l'arte e le "nuove tecnologie". Da più di trent'anni, infatti, gli artisti si sono impossessati di meccanismi e dispositivi sofisticati - il video e il computer - utilizzandoli come materiale plasmabile, dapprima secondo itinerari distinti e poi, con il continuo evolversi degli strumenti, con interazioni sempre più fitte. Le esperienze delle arti elettroniche  sono state assai differenziate e articolate fin dagli inizi, all'interno di una polarità di fondo: da un lato la riproduzione e le sue manipolazioni, che assumono come punto di riferimento iniziale la realtà esterna, come nozione base l'immediatezza, come supporto immateriale la memoria; dall'altro la creazione di immagini autonome, senza referente nella realtà, prodotte direttamente dagli artisti attraverso i dispositivi, avendo come riferimento il funzionamento stesso del mezzo e le sue potenzialità. In entrambi i casi il dato costante è il trattamento delle immagini che possono essere rielaborate, moltiplicate, scomposte e ricomposte, energizzate e sublimate, in una serie infinita di modelli diversi. Elementi centrali del linguaggio in questo campo sono infatti l'immaterialità e la duttilità, il movimento e la metamorfosi, il flusso visivo di una temporalità percettivamente elaborata, l'abbinamento con l'elemento sonoro e, sovente, con il contesto spaziale.
L'arte elettronica trae la propria identità dallo scambio continuo di linguaggi, forme, metodi, in una dimensione sperimentale e di volta in volta intessuta di significati sociali, spirituali, concettuali, narrativi, alla ricerca di effetti percettivi e di coinvolgimenti che sondano le molteplici possibilità dell'invenzione di situazioni, accadimenti, fantasmagorie. Un'arte differente, dunque, da qualsiasi altra, non solo per la connessione strettissima con tecniche meccaniche di riproduzione e produzione delle immagini, diverse dalla fotografia e dal cinema, ma anche per la capacità - continuamente riemergente in modi diversi - di sviluppare un itinerario di sdoppiamenti e riflessi tra dentro e fuori, naturale e artificiale, artista e spettatore, visibile e invisibile, memoria e immaginazione, presente e passato. Una forma di espressione e di comunicazione, inoltre, che costituisce a tutt'oggi un tema critico particolare, poichè richiede una riflessione non solo sul modificarsi del senso dell'arte in un'epoca che impone un continuo confronto tra uomo e macchina, ma anche sulle metodologie di analisi e interpretazione di opere improntate da un inedito immaginario tecnologico.
Non a caso l'arte elettronica nasce da una complessità di orientamenti.  (......continua)
 
 



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